Nicola Verderame

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Nicola Verderame

 Nicola Verderame (1984) è dottorando in Storia Ottomana alla Freie Universität Berlin. Traduce principalmente poesia contemporanea turca in italiano. Ha curato il libro bilingue di Tugrul Tanyol Il vino dei giorni a venire - Poesie scelte 1971-2016 uscito nel 2016 per Ladolfi e gestisce il blog Defter - Poesia turca contemporanea dedicato ai poeti viventi che si esprimono in turco.

La Poesia

FINì L'INCANTO

(di Tuğrul Tanyol)

Finì l’incanto, il caicco che agitava l’acqua
si ritirò nel suo guscio sottile
il sasso smise di cadere, il frutto avvizzì sull’albero
la nostra amata invecchiò senza diventar donna

finì l’incanto, ecco il mare, fresca adolescente
la luna correva insonne nella limpida notte
e questa era la stella infreddolita, questo il riflesso dell’albero
come cosa che cade nel cuore, come se, forse

era così e finì, si fosse svegliato chi dormiva e vide
il velato si rivelò, il suono temette l’eco,
l’ombra non aveva padrone, l’aquila scovò la preda
dove un cucciolo di volpe inerme stava nascosto.

finì l’incanto, il vecchio tornò da chi lo chiamava
e lì morì ancora, sperando di diventare giovane
la luce si scompose mille volte in tutti i suoi toni
mille volte la grotta straripò dalle nostre grida

si richiuse e divenne monte. era speranza impallidita
in fondi di caffè non avverati, spiccò il volo e d’un tratto
si spianarono strade non battute
ma nessuno tornò, neppure la nave silenziosa

finì l’incanto, la serpe si morse
coi denti del piccolo raggomitolato
lo scorpione tornò alla notte, un’aura venne dalla fiamma,
apparve un santo, un poeta, il profeta

si sfilò il turbante, gettò lontano il manto.
nel deserto attraversato dalla via davanti a sé
fino a Hira, il sacro monte, i germogli
ritrovarono l’acqua

finì l’incanto, Dio mio, eccoti trovato
il velato si rivelò, la voce temette la sua eco
e in città, tra gli uomini, il miraggio
si fece reale, ciò che era non era più

finì l’incanto, tu non l’hai visto
era solo un sogno profondo
sull’orlo
del fondo

(tr. it. Nicola Verderame)

LEGGI LA POESIA IN LINGUA ORIGINALE

 BÜYÜ BITTI

Büyü bitti, suyu dolaştıran kayık
ince kabuğuna çekildi gövdesinin
taş düşmeyi bıraktı, meyva ağacında soldu
kadın olamadan yaşlandı sevgilimiz

büyü bitti, işte deniz, daha on dördünde
ay bulutsuz bir gecede uykusuz bir adam gibi koşmada
yıldız üşümesi bu, ağacın yansıması,
kalbine düşen bir şey gibi, sanki gibi, belki

gibiydi ve bitti, uyuyan uyandı ve gördü
görünmeyen görünür oldu, ses yankısından korktu
gölge sahipsizdi, kartal avını buldu
hızını alamayan bir tilki yavrusunun saklandığı yerde

büyü bitti, yaşlı adam kendine seslenen sese döndü
orada genç olmanın umuduyla yeniden öldü
ışık bütün renklerine binlerce kez bölündü
binlerce kez haykırdığımız sözlerimizle dolup taşan mağara

kapandı ve dağ oldu. çıkmayan falların telvesiyle
sararan umuttu, uçuşup gitti
ve açılmayan yollar ansızın açıldı
ama ne kimse geri geldi, ne bir sessiz gemi

büyü bitti, yılan kendini soktu
kendine sokulan yavrusunun dişleriyle
akrep geceye döndü, alevden bir hale oldu
bir aziz oldu, bir şair, peygamber

sarığını çıkardı, hırkasını savurdu
önünde açılan yoldan Hıra’ya kadar
geçtiği çöldeki bitkiler
yeniden su buldu

büyü bitti, Tanrım, işte seni buldum
görünmeyen görünür oldu, ses yankısından korktu
kentin ve insanların arasında
serap gerçeğe dönüştü, var olan yoktu

büyü bitti, sen onu görmedin
zaten derin bir düş
düştü
düşecek.

Il Vino

Per la scelta del vino da accompagnare a questa poesia mi sono lasciato condurre da una sensazione visiva che mi ha riportato sulle strade della Turchia, fra bazar pieni di ori e spezie. La Turchia è la porta del lontano Oriente, e pensando a quelle terre lontane non possono non venire in mente le fiabe e le storie di quei territori con le loro ambientazioni esotiche. La scelta dunque non poteva che ricadere su un vino speziato della più esotica delle regioni italiane, la Sicilia, e nello specifico sul "Kerasos" della cooperativa agricola Valdibella, un nero d'Avola prodotto da uve biologiche, un vino maturo con delle intese note speziate.

- Marco Callegaro, Cantine Sant'Ambrous -