Tobias Roth

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Tobias Roth

Tobias Roth, nato nel 1985, è autore, traduttore e filologo, attivo a Berlino e a Monaco. È editore delle Berliner Renaissancemitteilunge", fa parte del comitato direttivo della Wilhelm-Müller-Gesellschaft ed è stato inoltre ricercatore presso la Humboldt-Universität di Berlino.  Nell'estate 2016 ha realizzato in collaborazione con Sophia Pompéry l’installazione testuale Häuserzeilen, un poema sulle strade di Berlin-Moabit lungo 1600 metri. Il suo esordio in poesia è stato Aus Waben; ha pubblicato inoltre saggi, traduzioni di testi del rinascimento italiano e libri come la Bayerische Biergartenordnung, un libro in forma di tovaglia (in collaborazione con Julius Walther). Usciti recentemente, nella primavera 2017, sono l’antologia Lob der mechanischen Ente e una nuova traduzione della tragedia Der Fanatismus oder Mohammed di Voltaire.

La Poesia

NEVE DI PRIMAVERA

Neve di primavera

La carne dolce della frutta,
Albicocche nelle sue curve,
Nelle sue acque pesche.
Un cumulo di neve di primavera.

Io già ti aspetto.
Ogni notte ti getti
Tra le braccia del freddo
Per trovare una forma
Ma già il mezzogiorno ti scopre
Scomposta

All'orizzonte:
Masse di neve,
Palazzi di neve
Finestre di neve
Ragazze di neve.
Dove non sento nient'altro
Che lo scheggiarsi e le onde della neve di primavera.
La salvezza viene al mondo dalla neve di primavera.

Lanugine:
Ghirlanda:
A valle le foglie nuove
tra loro susini e mandorli in fiore
un rosso saluto anche senza addio
perché sei così bella, neve di primavera, e senza patria.

(tr. it. Nicoletta Grillo)

LEGGI LA POESIA IN LINGUA ORIGINALE

Firn

Das Fleisch der süßen Früchte,
Aprikosen in ihrer Rundung,
Pfirsiche in ihrem Wasser,
Ein Haufen Firn.

Ich warte schon auf dich.
Jede Nacht wirfst du dich
In die Arme der Kälte zurück,
Um eine Form zu finden,
Aber schon der Mittag findet dich fassungslos.

Am Horizont:
Gebilde aus Firn,
Gebäude aus Firn,
Fenster aus Firn,
Mädchen aus Firn.
Wo ich nichts mehr höre,
Als das Splittern und die Wellen des Firns.
Erlösung kommt im Firn über die Welt.

Flaum:
Girlande:
Im Tal die neuen Blätter,
Dazwischen blühen Schlehen und Mandeln
Den roten Gruß auch ohne Lebewohl:
Weil du so schön bist, Firn, staatenlos.

Il Vino

 La neve di primavera di cui parla questa poesia mi ha riportato subito alla mente l'arrivo della primavera sulle colline del Lazio, dove le ultime tracce di neve si sciolgono al sole pallido e piccoli fiori bianchi sputano fra l'erba. Prorpio fra queste colline si trova il monastero di Vitorchiano dove le monache trappiste producono ancora oggi un vino naturale, il "Coenobium", nato dalla miscela di tre vitigni, il trebbiano, la malvasia ed il verdicchio, le cui note fiorite si sposano benissimo con la freschezza di questa poesia.

- Marco Callegaro, Cantine Sant'Ambrous -